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Minggu, 14 Agustus 2011

Un nuovo progetto SETI sul territorio francese: il Progetto Phoenix sugli UFO

Il Progetto Phoenix sarà un nuovo concetto del progetto SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) non governativo, che permetterà, attraverso il reperimento di fondi necessari per il suo funzionamento, la creazione nel territorio francese o di altra nazione di una Fondazione per la Ricerca Scientifica Internazionale unica al mondo, il cui scopo sarà quello della scoperta dell'esatta natura degli UFO.



"Non è mai esistito e mai esisterà nella grande avventura per l'umanità quello di aver successo in questa fondamentale ricerca di prove formali dell'esistenza o meno di vita nell'Universo al di fuori della Terra. La risposta a questa domanda fondamentale, che passa attraverso la risoluzione finale del problema UFO, sarà quella di offrire al mondo una delle più grandi scoperte scientifiche e filosofiche di tutti tempi. Come tale, il dossier UFO è il materiale scientifico più importante che la Terra abbia mai conosciuto", ha dichiarato Serge Tinland, fondatore del Progetto Phoenix.



L'attuale programma SETI non dovrebbe concentrarsi esclusivamente allo Spazio, ascoltando le stelle, ma dovrebbe essere principalmente rivolto verso la Terra, alla ricerca di manufatti esotici tecnologici (di qualsiasi tipo e facendo indagini direttamente sul campo) potenzialmente presenti all'interno di strati archeologici, geologici e dall'attento studio del materiale per comprendere le origini dell'Umanità, prendendo spunto (tra l'altro) da una materia poco considerata e utilizzata: la Paleoastronautica.



Questa nuova ricerca si chiamerà SETAV (Search for Extra-Terrestrial Artefact and Visitation) ed è basata al tempo stesso al protocollo SETV (Search for Extra-Terrestrial Visitation or Search for Extra-Terrestrial Signals in the Solar System or Earth-based) e al protocollo SETA (Search for Extra-Terrestrial Artefacts or Search for Extra-Terrestrial Artefacts in the Solar System or Earth-based).



Questa Fondazione diverrà un laboratorio di riferimento, a livello internazionale, nel campo tecno-scientifico applicato allo studio del dossier UFO, impiegando a tempo pieno scienziati ricercatori con curriculum rilevanti e riconosciuti nei loro campi di studio. Questo permetterà di consegnare a tutti gli scienziati, ingegneri, tecnici e ricercatori tutti i mezzi necessari e più moderni affinchè venga raggiunto lo scopo della loro missione: portare alla luce, una volta per tutte, l'esatta natura degli UFO ed informare le nazioni di tutto il mondo attraverso l'Organizzazione delle Nazioni Unite e tramite tutti i sistemi di comunicazione a livello internazionale: stampa, radio, televisione, internet.



La Fondazione si baserà, una volta resa operativa, su 30 dipartimenti specializzati UMR's (Mixed Research Units) e guidata da diversi laboratori. Per cominciare ci si baserà su uno staff permanente di minimo 5 ed un massimo di 30 persone.



Il primo scopo sarà, come anticipato sopra, quello della ricerca di prove formali della reale e fisica natura - o meno - degli UFO.



Dopo, se la reale natura fisica degli UFO venisse confermata, l'obiettivo finale del Progetto Phoenix sarà quello di determinare definitivamente e scientificamente se questi UFO sono, nel loro modo di muoversi, legati in parte ad una forma di intelligenza non specificata. E, una volta confermato ciò, se questa intelligenza sia direttamente legata agli esseri umani, attività terrestre legata ai militari o connessi, in parte, alla persistenza presenza di attività extraterrestre sul nostro pianeta.



L'importanza del dossier UFO parla da sè. Fino ad oggi, più di trenta paesi al mondo con le competenti autorità (civili, militari, governative, d'intelligence,...) si sono interessate al fenomeno, nella massima discrezione, dalla fine della Seconda Guerra mondiale.



La risposta ad alcune delle nostre domande riguardanti l'origine e la natura degli UFO sarà per il Progetto Phoenix un importante passa avanti nella comprensione del mondo che ci circonda.



La scoperta permetterà all'Umanità, qualunque sia l'origine e la natura degli UFO, di mettere a punto un nuovo sistema di energia e propulsione.



Tale scoperta e la relativa divulgazione al mondo significherà che potremmo fare a meno del petrolio, gas, carbone e altri metodi tradizionali e - improvvisamente - potremmo vedere la fine dell'economia e della geopolitica basate sulla risorse petrolifere, risorse queste così fragili oggi e, ancora peggio, in un futuro molto vicino.



La completa divulgazione di tali potenziali scoperte permetterà all'Umanità di creare una civiltà sostenibile, senza dover subire - per esempio - il riscaldamento globale, tra l'altro quasi totalmente derivato dal petrolio e dai suoi derivati oppure senza permettere il totale controllo di cibo, sia sugli alimenti di base che dell'acqua, una fonte essenziale di tutta la vita su questo pianeta.



Quindi una nuova era, un nuovo paradigma che offrirà la nuova linea di ricerca SETI in Francia, il Progetto Phoenix.





Articolo e ricerca effettuata da Antonio De Comite



Sito del Progetto Phoenix (link)



Descrizione del funzionamento del Progetto Phoenix con annesse strumentazioni che verranno utilizzate per la ricerca atmosferica e subacquea (link)



Biografia di Serge Tinland fondatore del Progetto Phoenix (link)



Relazione di Serge Tinland tenuta alla 3AF (Associazione Aeronautica e Astronautica di Francia) (link)

Jumat, 05 Agustus 2011

Documenti ufficiali in Canada: fotografati frammenti di UFO

Come ben sappiamo, gli UFO sono argomento e problematica degli apparati militari e di "intelligence". Molto è ancora secretato, ma quello che è stato divulgato può essere materia di dibattito tra ricercatori che fanno dell'Ufologia storica e documentale un fulcro importante dei loro studi.

Una delle nazioni che da qualche hanno ha incominciato ad aprire gli archivi è il Canada. Dal giorno 11 agosto del 2005 ha iniziato ad inserire online i primi documenti sugli UFO e sicuramente continuerà a farlo, in ottemperanza al FOIA (Freedom of Informaction Act).

Una serie di documenti derubricati riguarda un ritrovamento di un frammento, verosibilmente originato da un UFO (Unidentified Flying Object) che si schiantò al suolo.

Tutto parte da una nota datata 14 novembre 1968 della "F" Division C.I.B. (con ogni probabilità la Criminal Investigation Branch della Royal Canadian Mounted Police) dal titolo "UFO Found in Northern Saskatchewan" (UFO trovato nel Nord dello Saskatchewan).

Questo fa parte di una serie di documenti che includono anche le fotografie del pezzo metallico ritrovato.

Questo memo (vedi immagine sopra) stabilisce al punto 2 che "l'esame ha rivelato che il frammento recuperato faceva parte di un veicolo che viaggiava nello Spazio".

Un altro documento correlato al caso in oggetto porta la data del 24 ottobre 1968. In questo memo viene stabilito che l'oggetto è composto da Titanio (puro al 99%), è lungo 1 metro e 20 centimetri e largo 76 centimetri. Inoltre pesava tra le 10 e 15 libbre (tra i 4,53 e i 6,80 chilogrammi). Secondo questo documento, il frammento sarebbe "il più grande pezzo di satellite che sia mai atterrato sulla Terra". Inoltre si afferma che il quotidiano locale "The Leader Post" sarebbe stato al corrente del ritrovamento. (Vedi immagine sotto)

Un altro documento, datato invece 29 ottobre 1968, conferma il fatto che il frammento sia composto da Titanio "ad alta purezza". (vedi immagini sotto)

Del caso in questione esiste anche un altro documento, di cui non si conosce la data in questione, che fornisce la spiegazione sulle fotografie riguardanti il frammento, nella quale si evince che "il contorno della lamiera indica che è stato progettato per avere la forma di un frustro di cono (ndr viene definito frustro il tronco di cono mancante dell'apice)". Il documento in questione si riferisce anche ai rivetti dell'oggetto (ndr il rivetto è un giunto meccanico non smontabile, che serve alla giunzione di due o più lamiere, in particolare quelle metalliche). Si può leggere ciò dal Punto D in poi. (vedi immagine sotto).
Leggendo le varie pagine dei documenti si evince la possibilità che il frammento potesse far parte di un aeromobile o di un cono di missile, ma il memo datato 5 novembre 1968 rigetta questa possibilità. Infatti vi si legge - tra l'altro - che l'uso del Titanio ad elevata purezza "è contro la possibilità che sia una parte di un aeromobile" e che due ufficiali della Canadian Forces Base a Moose Jaw affermarono che "il design del frammento non corrisponde a nessun materiale che possa essere coinvolto nella progettazione dei missili localizzati in suolo Canadese e di altri all'estero di cui eravamo a conoscenza".

Per esclusione, quindi, si arrivò all'ipotesi che il frammento potesse essere parte di un satellite "Courier" lanciato dalla base USAF di Vanderberg negli USA, oppure di una parte di un satellite lanciato dall'URSS, oppure (infine) di una porzione del rivestimento protettivo di lancio dei satelliti canadese "Allouette I e II".

Inoltre, vi si affermava, che del recupero erano stati informati il Capo delle Ricerche Atmosferiche presso il Consiglio Nazionale di Ricerca canadese, i rappresentanti governativi e il Dominion Observatory. (vedi immagini sotto).

Ma restavano solo ipotesi di lavoro. Inoltre, il mistero sulla provenienza di questo frammento si infittisce perchè non se ne fa menzione sul sito ufficiale del Center for Orbital and Reentry Debris Studies ( link ).

Quindi, un ennesimo enigma UFO, ancora una volta ufficiale e che è scritto su documenti derubricati sul tema. Chissà se un giorno avremo l'opportunità di diradare le nebbie su questo caso.

Articolo scritto da Antonio De Comite


Sotto immagini del frammento ritrovato


Immagine documento declassificato 1 (link)

Immagine documento declassificato 2 (link)

Immagine documento declassificato 3 (link)

Immagine documento declassificato 4 (link)

Immagine documento declassificato 5 (link)

Immagine documento declassificato 6 (link)

Immagine documento declassificato 7 (link)

Immagine frammento declassificata 1 (link)

Immagine frammento declassificata 2 (link)

Immagine frammento declassificata 3 (link)

Archivio Canadese Governativo sugli UFO (link)

Selasa, 26 Juli 2011

Il falso UFO belga "non rimette in discussione gli altri casi"

Sta ormai facendo il giro del mondo la clamorosa notizia del falso inerente la fotografia del famoso UFO triangolare, emblema dell'ondata belga di inizio anni novanta del secolo scorso e di cui abbiamo dato ampio risalto su questo sito.

Patrick Ferryn, presidente del Comité Belge d'Etude des Phénomènes Spatiaux (COBEPS), considera che la foto falsa dell'UFO di Petit-Rechain (Verviers), scattata il 4 aprile 1990, non rimette in discussione l'ondata belga di oggetti volanti non identificati apparsi nei cieli a partire dal mese di novembre del 1989 e che durò per parecchi mesi.

La foto dell'UFO di Petit-Rechain fu il risultato di una bufala, così come ha confessato il suo autore al giornalista Samuel Ledoux a RTL TVI. Il presidente del COBEPS sottolinea che questa ammissione risolve definitivamente questo caso sul quale si erano interessati molti specialisti, tra cui un professore della Ecole Royale Militaire.

Lo stesso Patrick Ferryn tentò di dimostrare, senza successo, che quella foto era truccata.

Inoltre, il 29 novembre 1989, quattordici poliziotti nella regione di Eupen avevano osservato uno strano fenomeno nel cielo. Si parlò di UFO e 150 testimoni confermarono l'avvistamento dei poliziotti. I mesi successivi, altri fenomeni dello stesso tipo furono osservati nella regione di Liegi, nelle Brabant Wallon, a Bruxelles, nella regione della Louvière. Fu il sud del Belgio ad essere toccato dal maggior numero di avvistamenti di UFO.


Sintesi e traduzione a cura di Antonio De Comite

Fonte

Falsa la foto dell'UFO triangolare belga degli anni 90

Ricordate la famosa fotografia dell'UFO triangolare, emblema dell'ondata di avvistamenti di UFO nel Belgio nel periodo che va dal 1989 al 1991? E' un falso.

La clamorosa rivelazione viene proprio dall'autore della foto in oggetto.

Patrick- questo il nome dell'autore della foto - avrebbe creato il falso il giorno 4 aprile 1990, mentre si trovava nella località di Petit Rechain, vicino a Verviers.

All'epoca del caso, Patrick era un tornitore-riparatore 20enne.

Quella famosa diapositiva, emblema dell'ondata UFO belga, fece immediatamente il giro del mondo. Venne analizzata da esperti scienziati e militari dell'Ecole Royale Militaire Belge, che a quanto pare caddero nel tranello del presunto falso.

La testimonianza del falso, ripresa in diretta dalla emittente televisiva belga RTL TVI, è uscita a galla dopo oltre 20 anni dagli avvistamenti.

Patrick (immagine sopra intervistato dalla televisione belga), con una calma invidiabile, ha dichiarato che la famosa immagine dell'UFO belga con tre luci ai vertici di lato e una fonte luminosa centrale è solo un pannello di frigolite dipinto ed equipaggiato di tre riflettori. Un bricolage, realizzato in poche ore e fotografato di sera, uno scherzo ispirato alla ondata in Belgio di qualche mese prima.

Ma non finisce qui. Qualche giorno dopo la diffusione della foto, si creò una psicosi UFO a Liegi, tanto che si organizzò una fantomatica "caccia all'UFO" (naturalmente senza esito), culminata con il sorvolo di caccia militari nella zona che ovviamente non trovarono nulla...perchè l'UFO triangolare del 4 aprile 1990 non esisteva.


Sintesi e traduzione a cura di Antonio De Comite

Articolo completo e video della testimonianze su


Nota di Antonio De Comite: oltre vent'anni di certezze buttate al vento da questo signore che dovrebbe essere denunciato, quanto meno, per falso e procurato allarme. Una foto emblematica (anche se non sminuisce l'imponente casistica dell'ondata UFO in Belgio del 1990) che ha ingannato anche scienziati e militari - anche di grosso nome. Gli ufologi seri devono prendere dei grossi provvedimenti contro questi falsi e questi falsari. Non si può restare ancora muti e fermi.